Girotondo di matrimoni d'amore
- Sono parole di carta, non puoi crederle vere!
Gli occhi in fiamme, Carlo picchiò la scrivania con il pugno. Il "tum" sordo riempì la stanza.
Allegra non si mosse. In piedi davanti alla scrivania, tenne teso il braccio che mostrava il giornale. E le fotografie.
- Sei tu. Con lei. E non è un trucco
Lo guardò agitarsi sulla sedia: allentò la cravatta con due dita.
- Fa un caldo schifoso in questa stanza. Mai che accendano l'aria condizionata quando lo chiedo
Borbottò.
- Sei tu. Guarda la foto
Si avvicinò e buttò il giornale sulla scrivania, a pochi millimetri dalla sua mano.
- Sono foto di repertorio. Vecchie. Di prima che...
- Non provarci! Osserva i tuoi vestiti, e l'orologio. Roba di adesso, regali miei
Afferrò il giornale e finalmente fissò le immagini.
- Cazzate. Non stiamo facendo niente di male
- Uscite da un albergo, ecco cosa fate
Sbuffò.
- Allora? Abbiamo preso un aperitivo insieme. L'ho incontrata per caso e le ho offerto da bere. Un prosecco. Non vedo il problema
Rise.
- Lo vedo io. Avevi detto che la storia era finita
- Ed è vero
Sedette.
- Va bene. Che cosa è finito?Il sesso no di certo, visto che vi hanno beccati in albergo. O quasi
Strappò le pagine del giornale e le lanciò contro la porta.
- Merde di paparazzi!
- Perché? E' il loro lavoro. Il tuo ufficio stampa ha annunciato che ci sposiamo, il mio agente ha confermato e la notizia è volata. Non è colpa dei paparazzi se la scopi in un albergo del centro
Chiuse gli occhi e appoggiò il viso sulle mani strette a pugno.
- Allegra, detesto quando fai la cinica. E' un atteggiamento che non ti appartiene
- Che cosa mi appartiene, invece? Il silenzio? Il matrimonio con un uomo che ama un'altra?
Scosse la testa.
- Non amo un'altra. Amo te. Infatti ti sposo
Silenzio. E l'orologio sulla parete a ricordare il tempo. Parlò con voce incerta.
- Quando succedono queste cose penso a tutto, ma non all'amore. Lei è stata il motivo del tuo divorzio, hai lasciato la famiglia per poterla amare
- Ma lei non ha fatto lo stesso
- No. E la capisco. La tua immagine pubblica ha retto il divorzio, sei un uomo. Per lei sarebbe stato difficile. Impossibile, forse
Mosse le mani a tagliare l'aria.
- Roba vecchia. Finita
Sospirò.
- Finita? A me non sembra
La fissò.
- Allegra, amo te adesso. E ti sposo
Pensò alle parole da dire. Erano pronte da mesi, ma mancava il coraggio. Decise. Le fotografie sul giornale la autorizzavano a ferire. Forse.
- Sei rimasto solo a lungo dopo la separazione, e lei non ti ha seguito. Dovevi trovare una donna che ti restituisse l'immagine. Di uomo pieno, completo. Di amante. Mi ami, forse. O mi vuoi bene: la differenza c'è ma a volte non si vede. Io sono libera, non brutta e scrivo libri di successo. So parlare, sostengo sguardi e conversazioni. Sposarmi non è solo amore, lo sai
I suoi occhi la osservarono a lungo. Senza emozione.
- Parte del tuo fascino è questa
Sussurrò.
- Che cosa?
Chiese.
- La lucidità di analisi di ogni situazione. Scrivi romanzi pieni di contrasti, passione, sentimento. Sei l'esempio dell'irrazionalità. A letto mi travolgi. Eppure riesci a impressionarmi con le tue visioni fredde, distanti. Obiettive, anche. Ma crudeli
Scosse la testa.
- Puoi negare che il matrimonio con me sia una notevole operazione di immagine?
- Non posso negarlo, no. I giornali mi hanno sempre considerato intelligente ma incolto. Dicono che non ho mai letto un libro. Tu sei una scrittrice, un'intellettuale vera. Mi offri il riscatto culturale
Sentire da lui la sintesi dei suoi timori la turbò. Avrebbe preferito vaghe e insistenti dichiarazioni d'amore. Magari esagerate, false, ma rassicuranti.
Forse lo capì.
- Però ti amo. Sul serio. Non sei l'unica donna che ho incontrato in questi anni, e neanche l'unico potenziale guadagno di immagine. Sposo te, non un'altra, e ne sono felice
Sospirò.
- Il problema è che non so distinguere la verità, Carlo. E ti amo come una pazza illusa
Sorrise.
- Meglio così. Siamo felici, lo saremo di più da marito e moglie
- E Laura?
Il sorriso si spense.
- Ancora? Ho detto che è finita
Indicò i resti del giornale sul pavimento.
- Non è vero. Dimmi la verità, ne ho bisogno
Fissò un punto dietro le sue spalle.
- Non è stato niente
- Raccontalo, allora
Le sembrò che nei suoi occhi passasse l'ombra di un'angoscia, ma fu subito come prima.
- L'ho incontrata. Ha voluto che le parlassi del nostro matrimonio. Mi ha chiesto se ti amo davvero. E soffriva
- L'hai scopata?
- Allegra, per favore
Alzò la voce.
- L'hai scopata?
Abbassò lo sguardo.
- Sì
- Perfetto
- E' stata l'unica volta in questi mesi
- Non è vero. Vi hanno già beccati insieme in Sicilia
Si alzò in piedi.
- Con lei è finita! Ci sono stato a letto, non ho resistito. Ma è stata l'ultima volta, giuro
Pensò che avrebbe potuto chiedere ancora. Scavare nel fango dell'ambiguità di quel matrimonio ancora da vivere. E trovare, forse. Una verità incrostata di dolore.
- La vedrai anche dopo il matrimonio?
- No
La risposta era preparata. Uscì troppo in fretta, senza l'anima. Si alzò anche lei.
- Bene, è tutto chiaro. Vado via
Le afferrò un braccio.
- No, amore. Ti prego resta, parliamo!
Il viso era in ombra. Non gli vide gli occhi.
- Non serve. Mi hai tradito, lo farai ancora
- Prometto che non lo farò
- Già
Mormorò accarezzandogli il viso.
- Devo andare. Presento il mio libro a Siena
- Parlerai del nostro matrimonio, vero? Settimana prossima ci sono le elezioni in molte province
Rise, con occhi freddi.
- Certo amore, lo farò
Uscì senza baciarlo.
Non sentì le sue parole al telefono.
- E' stata dura, ho dovuto confessare qualcosa. Mezze ammissioni. No, credo che non mi mollerà. Mi ama. E sa che anche io sto bene con lei. Dì a Rita di mandarle fiori, e un gioiello. Scelga lei. E chiama Laura per tranquillizzarla, il marito è incazzato nero: se sa che Allegra mi sposa ugualmente forse risolviamo tutto
Ascoltò qualcosa, poi concluse,
- Starò attento. Non mi beccheranno più. Eviteremo gli alberghi, so già come fare. Ma tu vai a cercare quella merda di paparazzo
MariaGiovanna Luini